La Sede

La sede dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Rieti trova i suoi spazi all'interno di uno dei palazzi storici della città di Rieti conosciuto come Palazzo Dosi-Delfini. Il Palazzo, situato in Piazza Vittorio Emanuele II, è stato oggetto di recenti opere di ristrutturazione consistenti nel restauro completo dei saloni di rappresentanza e nella risistemazione funzionale degli altri ambienti, restituendolo all'antico splendore (Leggi la storia del Palazzo).

Nel Palazzo trova anche la sua sede il Consorzio Universitario dalla Sabina Universitas di cui il nostro Ordine è socio. Questa vicinanza rappreesenta e rappresenterà, oltre che una sinegia fortemente volutà dall'attuale Consiglio e dal Presidente Ing. Antonio Miluzzo, anche una opportunità per rendere il palazzo un punto di riferimento culturale, formativo ed ovviamente un luogo turistico della nostra Città.
La scelta della nuova sede dunque, dopo anni di permanenza in un altro palazzo storico della città situato in via Cintia, ha permesso di rendere più fruibile e accessibile a tutti i colleghi un luogo, l'Ordine, dove poter svolgere tutte quelle attività istituzionali e di rappresentanza che con l'introduzione dell'obbligo formativo, necessitano di spazi adeguati e in linea con le normative cogenti in termini di sicurezza e superamento delle barriere architettoniche.

La nostra sede dispone oltre che di un accesso principale dotato di ascensore,  anche di un accesso secondario con un secondo ascensore al piano dedicato. Gli spazi interni sono dotati di tutti i servizi necessari allo svolgimento delle quotidiane attività ordinistiche. La sede dispone anche di una sala conferenze e riunioni di 25 posti,  ed una di rappresentanza di 60 posti, in comodato con la Sabina Universitas.

La storia

"La piazza, cuore antico della città, è delimitata lungo il lato meridionale dall' ampia facciata del palazzo Dosi Delfini, la cui elegante costruzione fonde armoniosamente i caratteri architettonici propri del tardo barocco e del neoclassico.
La costruzione del palazzo, che inglobò nel corso del XVII secolo l'antica residenza della famiglia Montegambaro acquisita al tempo dai marchesi Vicentini, procedette infatti a rilento fino a concludersi soltanto sul finire del XIX secolo. Nella progettazione furono dunque impegnati vari architetti, fra i quali si segnalano il toscano Lorenzo Angelini, attivo durante la prima metà del Seicento, a cui spettano gli interventi di riassetto strutturale, ed il romano Giacomo Monaldi, autore dell'elegante prospetto. Il piano terreno, dal solido bugnato in pietra calcarea, si sviluppa intorno al portale d'accesso, impaginato da due solide colonne che sostengono una piccola loggia. Varcato il portale si accede ad un delizioso chiostrino di forma ellittica, dal caratteristico acciottolato in pietre di fiume, su cui affacciano le balconate dei due piani dell'edificio e le finestre del sottotetto mansardato, un tempo adibito ad ospitare la numerosa servitù del palazzo.

Una nicchia aperta al centro della balconata del primo piano custodisce la statua bronzea di Santa Barbara patrona di Rieti, realizzata dallo scultore Ernesto Trolli, mentre in asse con questa al piano superiore è inclusa una meridiana. Le cinque finestre del piano nobile sono sovrastate da un timpano a spioventi: sulla finestra centrale s'erge lo stemma della famiglia gentilizia Dosi Delfini, estintasi di recente. Le decorazioni delle sale del Piano Nobile di Palazzo Dosi rappresentano un vero e proprio esempio del gusto decorativo di fine Ottocento e degli inizi del secolo scorso, tipico delle abitazioni private nobiliari." (fonte sito Fondazione Varrone)

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