Professionisti Antincendio

 

 

Prevenzione incendi, i requisiti per abilitarsi

Stabilite nuove regole per abilitarsi in materia di sicurezza antincendio ed entrare negli elenchi ministeriali (legge 818/1984): l'ingresso si fa più semplice per i più giovani ma per i professionisti di vecchia data niente più "privilegi" di anzianità, mentre per i tecnici già specializzati e inseriti nell'elenco nascono nuovi criteri di permanenza che li obbligano all'aggiornamento quinquennale.

Sono questi - in sintesi - i punti più importanti della riforma dei requisiti di accesso e permanenza negli elenchi del Ministero degli Interni, contenuta nel DM 5 agosto 2011 e pubblicato nella GU del 26 agosto.

I requisiti di accesso

Le nuove disposizioni sono già in vigore e, dunque, per iscriversi nell'elenco dei tecnici abilitati ad emettere specifiche certificazioni nell'ambito delle prevenzione incendi e finalizzate all'ottenimento o rinnovo del CPI (Certificato di Prevenzione Incendi), i requisiti sono due:

• essere iscritti ad uno degli albi professionali che ne consente l'ingresso (ingegneri, architetti, chimici, agronomi, dottori forestali, geometri, periti industriali, agrotecnici e periti agrari);

• aver frequentato e superato la prova finale di un corso di specializzazione di almeno 120 ore, che sia conforme ai contenuti ed al programma stabiliti dal Decreto.

Accesso senza più "privilegio" d'anzianità

Le maggiori innovazioni riguardano i tempi. Per ottenere l'abilitazione, infatti, non sarà più necessario attendere i due anni di iscrizione all'albo professionale di appartenenza e, inoltre, viene eliminato il "privilegio" di anzianità riservato ai professionisti con più esperienza (5 o 10 anni a seconda del caso).

Da un lato, l'eliminazione del requisito di anzianità dei due anni giova i giovani, che addirittura potrebbero accedere all'abilitazione antincendio subito dopo l'iscrizione all'albo professionale e senza seguire il corso di specializzazione se, durante il percorso universitario, abbiano superato un corso d'insegnamento specifico.

Dall'altro il nuovo sistema danneggia gli iscritti di vecchia data. Infatti, mentre prima potevano iscriversi all'elenco Ministeriale, senza seguire il corso di specializzazione, i professionisti che avessero conquistato i 10 anni di iscrizione all'albo di appartenenza (o 5 anni di anzianità se accompagnata da comprovata esperienza maturata in materia) ed anche i professori universitari di materie tecniche, ora questo "privilegio" spetta solo ai professionisti che, per almeno un anno, abbiano ricoperto ruoli direttivi e di ispettorato nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco se, però, cessati dal servizio.

Requisiti per il mantenimento dell’iscrizione dei professionisti antincendio negli elenchi del Ministero dell’Interno – art. 7 del D.M. 05/08/2011. Criterio di calcolo del quinquennio di riferimento.

Con comunicazione del Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco (DCPREV n. 15614 del 29/01/2016) sono stati stabiliti in maniera univoca i criteri per il calcolo della decorrenza del cosiddetto "quinquennio di riferimento" relativo al mantenimento dell'iscrizione negli elenchi ministeriali dei professionisti antincendio.

Nello specifico, così come previsto dal D.M. 05/08/2011, alla data del 26/08/2016 terminerà il primo quinquennio di riferimento per tutti coloro già iscritti negli elenchi alla data di entrata in vigore del predetto D.M.

Dopo il 26/08/2016, per tutti coloro che avranno maturato le 40 ore di aggiornamento obbligatorio, decorrerà un nuovo quinquennio.
Con l'inizio del nuovo quinquennio tutte le ore eventualmente cumulate in eccesso verranno azzerate e ricomincerà un nuovo calcolo delle ore di aggiornamento obbligatorio.

Al contrario, tutti gli iscritti di cui agli elenchi ministeriali, che alla data del 26/08/2016 non abbiano provveduto a completare l'aggiornamento obbligatorio delle 40 ore, verranno temporaneamente sospesi dagli elenchi del Ministero dell'Interno.

Detta sospensione comporterà l'interdizione all'esercizio delle prestazioni riservate ai professionisti antincendio, pena la segnalazione al consiglio di disciplina territoriale per esercizio abusivo della professione.

Si sottolinea che tutti gli atti emessi e sottoscritti dai professionisti antincendio in regime di sospensione saranno nulli.

Non è previsto alcun limite di durata del periodo di sospensione. Il professionista sospeso potrà essere comunque reintegrato negli elenchi ministeriali solo a seguito del completamento delle 40 ore di aggiornamento obbligatorio. Dalla data di reintegro decorrerà il nuovo quinquennio di riferimento.

Al fine di poter aggiornare la propria posizione negli elenchi ministeriali, con particolare riferimento alla scadenza del 26/08/2016, è necessario comunicare alla segreteria dell'Ordine, entro e non oltre il 31/04/2016, l'attestazione relativa alla partecipazione e superamento della prova di valutazione finale di corsi/seminari di formazione utili al mantenimento dell'iscrizione a detti elenchi ministeriali, al difuori di quelli organizzati presso il nostro Ordine.

L'Ordine, in base alla documentazione prodotta dall'istante, provvederà al caricamento delle ore di aggiornamento obbligatorio attraverso l'apposito applicativo informatico per la gestione dei professionisti antincendio, messo a disposizione del Ministero dell'Interno. Si precisa che non saranno tenute in considerazione istanze pervenute dopo la scadenza indicata e/o incomplete dell'attestazione di superamento della prova di valutazione prevista dalla norma.

Caratteristiche dei corsi di aggiornamento

Per chi già è iscritto negli elenchi, come già detto, sorge l'obbligo di aggiornamento: nell'arco di 5 anni sarà necessario frequentare corsi e seminari per una durata complessiva di 40 ore e, il professionista che non vi provvederà, vedrà sospesa la propria iscrizione fino all'avvenuto adempimento.

I programmi dei corsi e dei seminari saranno stabiliti con provvedimento del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, sentiti i Consigli nazionali delle professioni. L'organizzazione, invece, spetta a Ordini e Collegi professionali provinciali o, d'intesa con gli stessi, ad Autorità scolastiche o universitarie; l'autorizzazione, invece, è di competenza del Dipartimento.

Naturalmente al termine del corso o seminario dovrà essere rilasciato un attestato che certifichi l'avvenuta frequenza.

La partecipazione ai corsi, se organizzati dagli ordini provinciali degli Ingegneri o provider accreditati presso il CNI, permette di acquisire anche i CFP (crediti formativi) utili per l'assolvimento dell'obbligo formativo per gli ingegneri.