23 Dicembre 2021

Cari Colleghi e care Colleghe,

la prima stesura di questa mia lettera di saluto e di auguri aveva dei toni a tinte fosche e forse dipingeva il periodo storico che tutti noi stiamo vivendo in un modo che avrebbe potuto far trapelare un velato senso di pessimismo. In verità, riflettendo, quella prima stesura nulla era che una descrizione realistica di un mondo che è cambiato e che sta cambiando.

Sono ormai quasi due anni che tutti noi combattiamo contro questo “mostro invisibile” del COVID-19. A inizio 2021 sembrava tutto finito o sotto controllo, ma la realtà è ancora purtroppo un’altra e non sembra vedersi la luce.

La domanda che tutti ci poniamo ovviamente è questa: dove stiamo andando?

Difficile dirlo. Ci si muove costantemente tra ordine e disordine con le bussole che sembrano impazzite. La pandemia, è evidente, ha prodotto e continua a produrre fortissimi effetti sociali, economici e politici che stanno richiedendo politiche incisive e di emergenza che però nascondono anche grandi opportunità di rilancio e rinascita.

Io credo che lo scenario che abbiamo davanti sia duplice. Il crocevia è tra “ordine”, volendolo intendere come riscrittura dei patti con nuovi equilibri sociali ed economici e “disordine” inteso come completo fallimento della gestione della transizione con tensioni e continue destabilizzazioni grazie anche al tramonto delle ideologie e la carenza di leadership non soltanto nella politica.

Sicuramente il futuro non ci riserverà un ritorno al passato e a tutto ciò a cui siamo stati abituati sino ad oggi. Le nostre vite sono ormai andate incontro a profondi cambiamenti che difficilmente potranno essere reversibili.

Un “nuovo mondo” è quello che ci aspetta, forse non troppo diverso dal precedente. Infatti, già prima di questo periodo pandemico, alcuni trend di medio-lungo termine, come la transizione digitale e quella ecologica, erano nelle agende dei governi, costretti ad una riflessione più ampia e globale che coinvolgesse di nuovo le comunità, rendendo sempre più evidente la necessità di riportare al centro e a fondamento della nostra vita un bene da cui la modernità ci ha immunizzato, il “bene relazionale”.

Gli ultimi due anni del mio mandato da Presidente si sono consumati tra molti impegni burocratici e amministrativi e nel costante ascolto delle istanze dei tanti colleghi in difficoltà, spesso anche economiche, a cui ho cercato di dare risposta o un semplice consiglio. Le loro parole di sconforto hanno riempito il silenzio di un Ordine ormai vuoto di tutti quei colleghi che con tanta fatica io e il mio Consiglio eravamo riusciti a riportare dentro una istituzione importante come la nostra anche grazie ai tanti eventi di formazione in presenza. La convivialità e appunto le “relazioni” sono state bruscamente interrotte lasciando il posto ad asettiche stanze di colloquio digitale.

Nonostante ciò l’Ordine, grazie al mio continuo impegno, del consiglio tutto e della segreteria, ha continuato a mantenere attivo un presidio istituzionale fondamentale per tutti gli iscritti, tenendo sempre alto il livello dei servizi offerti e della formazione continua erogata e questo anche e per merito delle nostre addette alla segreteria Antonella e Manuela e ancor prima Agnese che da novembre ha ufficialmente lasciato l’Ordine per iniziare un nuovo precorso di lavoro presso un’altra amministrazione.

Il mio auspicio è dunque quello che il “nuovo mondo” possa essere comunque migliore del vecchio e foriero di nuove opportunità per tutti noi. Possiamo combattere la pandemia con i vaccini e le cure, ma prima o dopo dovremo imparare a gestire le relazioni in modo da impedire la diffusione di nuovi virus, non solo sanitari, ma anche ideologici e culturali.

Noi INGEGNERI, ne sono certo, siamo e saremo i nuovi ricostruttori, quelli che saranno chiamati a modernizzare la nostra società in tutti i settori, quelli che con la loro competenza e professionalità porranno solide basi per la rinascita economica e sociale del Nostro paese.

A Voi, consapevole di queste mie semplici parole, chiedo di mantenere alto il nome e ruolo dell’Ingegnere, svolgendo SEMPRE con perizia e professionalità il vostro lavoro senza mai cedere alle lusinghe di facili guadagni o del potere fine a se stesso, soprattutto per tutti coloro che occupano posti di comando presso enti, amministrazioni o aziende private.

Nell’augurare dunque a Voi e alle Vostre famiglie, a nome mio e del Consiglio, un sereno Natale e un buon anno nuovo, Vi lascio, in questo mio ultimo saluto da Presidente, con una frase di commiato di una delle più grandi statiste del nostro tempo.

“Sono sempre stata consapevole che la fiducia è il bene più importante in politica. È tutt’altro che scontato. E per questo ringrazio dal profondo del mio cuore. Vorrei incoraggiarvi a vedere il mondo sempre con gli occhi degli altri anche in futuro, così anche per percepire le prospettive a volte scomode e contraddittorie dell’altro, e lavorare per bilanciare gli interessi” – (Angela Merkel)

Il Presidente

Ing. Vitaliano Pascasi

*Firma autografa omessa ai sensi dell’art. 3 del D.Lgs. n. 39/1993.