11 Agosto 2020

Perché la ricostruzione dopo il sisma 2016 non parte? Questa domanda ormai si ripete da mesi se non da anni.

Sono passati infatti quattro anni da quel tragico evento e nonostante quattro commissari alla ricostruzione, uno per ogni anno, e una montagna di ordinanze qualcuno si chiede ancora come mai tutto è fermo.

In verità una risposta univoca, al netto di tecnicismi normativi, funzioni amministrative e la solita povera burocrazia, non può essere data. E’ come chiedere perché esiste la vita sulla terra.
In italia si passa da emergenza ad emergenza, sisma, ponti che crollano, dissesti idrogeologici, virus micidiali ed ogni emergenza ha il suo bravo commissario, la sua buona o cattiva normativa speciale, e ovviamente le solite difficoltà ad uscirne in tempi brevi.

E’ umano, passati i primi momenti di una tragedia e di una difficoltà, cercare di dimenticare, di andare oltre e noi italiani siamo bravissimi a farlo, per poi semplicemente commemorare quegli eventi. Dimenticanza, oblio!! La sensibilità dei cittadini ad una situazione di difficoltà, anche personale, si affievolisce con il tempo e perde di interesse soprattutto se per ottenere un ristoro, una opportunità di ripresa e di soluzione del proprio disagio ci voglio anni, cataste di pratiche e una pletora tra professionisti, imprese, funzionari pubblici, dirigenti, direttori, commissari, politici e governi di turno.

La confusione regna sovrana, norme ordinarie che si sovrappongono a norme straordinarie, interpretazione autentica delle norme, degli articoli, dei commi, delle virgole, competenze e responsabilità rimpallate da ufficio a ufficio e spesso, troppo spesso scaricate su cittadini e professionisti.

Certo le emergenze non sono tutte uguali, un terremoto non è come una pandemia da COVID-19, ma le necessità ormai di una “norma quadro” per tipologia di emergenza è diventata ineludibile. Norme certe, semplici e facili da applicare sono la chiave per risolvere i problemi. Uno stato serio poi però controlla e sanziona i furbetti del quartierino che in italia sono sempre presenti e pronti a fare il loro sporco mestiere. I diritti di ciascuno di noi sono garantiti se ciascuno di noi rispetta i propri doveri, altrimenti valgono le regole della giungla e del più forte e furbo.

La risposta alla domanda iniziale dunque non c’è. Bisogna farla alla politica, ai burocrati e a chi scrive le leggi, a coloro insomma che hanno il potere di cambiare il nostro paese in meglio, ma che spesso non hanno mai vissuto una tragedia, non conoscono ciò su cui legiferano o ciò su cui impongono norme ordinarie o straordinarie.

Come professionisti, come Ordine provinciale, come gruppo di lavoro CNI Sisma centro Italia, come Rete delle Professioni Tecniche, possiamo solo rilevare che nonostante i nostri sforzi, fatti di proposte e soluzioni opportunamente e puntualmente rappresentati a chi di competenza, ad oggi nulla è successo e la nostra voce si è indebolita e sta diventando afona.

Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Rieti

Ing. Vitaliano Pascasi